Le tre tipologie primarie di cancelli automatici

Sono numerose le ragioni per cui decidere di installare dei cancelli automatici, sia nella propria casa che su un luogo di lavoro: fra queste, sicuramente, spiccano l’aumento del grado di sicurezza e un livello di comodità assolutamente imparagonabile alle soluzioni tradizionali. Ma come si può scegliere il tipo giusto di cancello automatico?

Le tipologie principali di cancelli automatici sono tre: quella a battente, quella a scorrimento orizzontale, e quella a scorrimento verticale. Vediamone in breve le caratteristiche e i vantaggi:

1. Cancelli a battente
Quella dei cancelli a battente è la tipologia di cancelli automatici più classica e conosciuta, e viene utilizzata sia nelle installazioni di tipo residenziale che in quelle commerciali o industriali. Molto semplicemente, sono cancelli di tipo tradizionale, con dei cardini, che si aprono come un’enorme porta, a singolo o a doppio battente. Il maggiore ostacolo all’installazione di questo tipo di cancello automatico è la sua necessità di avere molto spazio piano disponibile per aprirsi: questo può renderlo talvolta una scelta impraticabile. D’altro canto è un modello affidabile ed esteticamente gradevole, con meccanismi semplici e resistenti anche con poca manutenzione.

2. Cancelli a scorrimento orizzontale
Più comuni nelle installazioni di genere commerciale o industriale, i cancelli scorrevoli non hanno cardini, ma sono montati su un binario che permette loro di scorrere lateralmente, liberando il passaggio. Non richiedono spazio frontale ma solo laterale, e quindi possono essere utilizzati anche in presenza di salite o laddove non ci sia spazio per far aprire i battenti; tuttavia hanno un costo decisamente superiore ai modelli a battente.

3. Cancelli a scorrimento verticale
I più complessi sotto il profilo tecnico, e decisamente i più costosi sia a livello di investimento iniziale che di manutenzione, i cancelli automatici a scorrimento verticale non richiedono alcuno spazio per operare, perché sono costruiti in modo da scivolare verticalmente nel terreno e scomparire. Questo permette di utilizzarli anche nelle situazioni con spazio più ridotto, a fronte però di una complessità superiore. Sono piuttosto rari nelle installazioni private.


Sappiamo come funziona la nostra caldaia?

Ci sono invenzioni che, allo stesso tempo, subiscono lunghissimi processi di evoluzione nel corso dei secoli e rimangono praticamente immutate nei loro aspetti più essenziali e fondamentali, forse a testimonianza della genialità dell’idea originale.

Oggi, ad esempio, usiamo tutti per scaldare le nostre case una caldaia a camera stagna, e neppure forse ricordiamo quando i sistemi impiegati erano ben più empirici; eppure la caldaia stessa ha visto grandi mutamenti nel suo funzionamento, se pensiamo che era dapprima rigidamente alimentata a legna, che poi per più di un secolo è stata costruita per funzionare a carbone, e che oggi i suoi bruciatori invece sono basati su un combustibile liquido iniettato nella camera di combustione insieme all’aria. Eppure, come dicevamo, le sue parti fondamentali non sono in fondo cambiate né per struttura né per funzione:

– il focolare, che come dicevamo oggi prende il nome di bruciatore: qui nasce l’energia termica che dà vita a tutto il sistema, sotto forma di una fiamma che va a riscaldare quanto contenuto nella caldaia, ossia l’acqua che circolerà nei nostri radiatori. Il riscaldamento avviene per conduzione, in quanto i fumi della combustione trasportano parte del calore, ma anche per diretto irraggiamento.

– la camera di combustione, che è la cella all’interno della quale viene posto il bruciatore. Questa parte ha visto le maggiori modifiche nel corso degli anni, dato che il suo aspetto dipende dal combustibile bruciato; un tempo, ad esempio, conteneva una camera per l’accumulo delle ceneri, necessaria quando si bruciano legno e carbone.

– il camino, che rappresenta la fondamentale misura contro l’intossicazione di chi abita gli ambienti riscaldati. Attraverso questo tubo che conduce all’esterno, infatti, vengono convogliati ed espulsi tutti gli elementi prodotti dalla combustione, come il fumo e le ceneri, che potrebbero rivelarsi tossici per gli esseri umani.